Difficoltà: EE

Periodo consigliato: giugno-ottobre

ATTENZIONE: per poter affrontare questo itinerario in sicurezza è necessario non soffrire di vertigini ed avere un buon allenamento, visto il dislivello totale da affrontare e la lunghezza del percorso.

Un bellissimo itinerario ad anello, con partenza dalla località di Trovinasse, frazione montana del Comune di Settimo Vittone.

Questo trekking è molto panoramico e, a causa delle tracce di sentiero nella parte iniziale, è consigliato percorrerlo solamente con la bella stagione e le giornate lunghe.

Lasciata l’auto a Trovinasse (1374 m) si cammina in falsopiano fino a raggiungere la suggestiva località Maletto (1325 m), frazione montana del Comune di Carema, e da qui si inizia a salire i prati puntando verso le baite sparse qua e la, fino a raggiungere il primo punto panoramico: il Bec di Nona (2.085 m), che è diverso dalla Becca di Nona, di fronte ad Aosta!

Da qui la prima parte “difficile” è terminata. Dopo una meritata sosta si prosegue di fronte a noi, sul pendio erboso che è lo spartiacque e la linea di confine tra la Valle della Dora Baltea (a destra) e la Valle di Gressoney (a sinistra). Si raggiunge così Punta Cressa (2.061 m), secondo punto panoramico.

Ora si deve perdere un po’ di quota, scendendo verso l’alpe Giassit e il Col Giassit (2.018 m). Da questo punto si ricomincia a salire verso le pendici del Mont Roux (2.318 m) e il Colle della Lace (2.121 m), percorrendo un tratto della Alta Via 1 della Valle d’Aosta.

È doveroso specificare che durante il nostro cammino in questi sentieri toccheremo…con piede 🦶 il territorio di tre province: Torino, Aosta, Biella, infatti, raggiunto il Colle della Lace proseguiremo verso destra raggiungendo così Punta Tre Vescovi (2.501 m), proprio perché è il punto in comune tra le linee di confine dei tre territori.

A poca distanza da noi, da questo punto, possiamo intravedere la statua del Redentore posta, durante i primi anni del ‘900, sulla sommità del Mombarone (2.371 m). Il nome molto probabilmente deriva dal termine piemontese “barun”, utilizzato per indicare un mucchio, un ammasso di qualcosa…in questo caso di pietre, dato che questa montagna, fino a quando non si scende a quota 1.300 m, è molto spoglia di vegetazione.

Per chi volesse pernottare, c’è la possibilità di usufruire dell’ospitalità e della simpatia del fantastico Manuel presso il Rifugio Mombarone (2.312 m):

RIFUGIO MOMBARONE

Cell.: 391-3515056

E-mail: rifugiomombarone2312@gmail.com

Facebook: Clicca qui

Per chi volesse concludere l’itinerario effettuando un anello, da questo punto ha due possibilità, entrambe valide, una più lunga ed una più corta.

PRIMO RIENTRO (più corto): scendendo lungo il sentiero di fronte al rifugio e, al primo bivio, scegliendo il percorso a destra, si scende verso l’area dove c’era il Lago del Mombarone e poi l’alpe Garitta da cui, in breve tempo, si può raggiungere la carrozzabile che ci riconduce agevolmente a Trovinasse.

SECONDO RIENTRO (più lungo): prendendo il sentiero che scende di fronte al rifugio, quando si arriva ad un primo bivio, si mantiene la propria sinistra, raggiungendo così la Bocchetta di Quart. Qui, per un breve tratto il sentiero scende ripido, permettendoci di raggiungere il falsopiano con il Lago Pasci. Superato il lago il tratto un po’ impegnativo di questo rientro è l’attraversamento della pietraia. Superata quest’ultima si passa vicino ad alcune baite e, in breve tempo si raggiunge la carrozzabile a tratti asfaltata. Qui consiglio, appena vi è la possibilità, di utilizzare le “scorciatoie” che permettono di tagliare fuori i tornanti e di raggiungere la frazione San Giacomo, nei pressi dell’area parcheggio. Da qui, per raggiungere Trovinasse è sufficiente proseguire la strada a destra, in leggera salita, che, con ampi e panoramici tornanti sulla Valle della Dora Baltea, ci riporta alla località di partenza.

Per chi fosse interessato ad avere ulteriori dettagli su questo itinerario non esiti a contattarmi.

Buona montagna a tutti!

Grafica 3D del percorso sopra descritto