L’area interessata dagli itinerari descritti in questa sezione del sito è quella della sinistra orografica della Dora Baltea. I motivi di questa mia scelta sono stati molteplici.

La prima motivazione: interesse per la conoscenza del territorio in cui vivo. Spesso si va a fare viaggi in mete lontane, sicuramente affascinanti ma, siamo sinceri, quanto conosciamo davvero il territorio dove abitiamo? Vi siete mai posti questa domanda?

La seconda motivazione: la sinistra orografica della Dora Baltea è caratterizzata da pendii più dolci il che comporta, in diversi casi, una salita più graduale, senza strappi eccessivi, nonostante i dislivelli possono raggiungere una significativa importanza in certi casi.

La terza motivazione: è dovuta alla possibilità di passare da un territorio comunale all’altro, senza usufruire di strade asfaltate se non in rari casi, questo nel versante destro orografico della Dora non è purtroppo sempre possibile, se non passando molto in alto, vista la morfologia del territorio montano molto più ripido.

La quarta motivazione: è l’esposizione. Essendo i pendii in questione esposti a sud, gli itinerari proposti possono essere usufruiti in un lasso di tempo maggiore se non tutto l’anno, a secondo della quantità di neve che scende anche in questa zona. Questo, nel lato destro orografico, è meno consigliato data una maggiore quantità di ore d’ombra, una temperatura decisamente più bassa e la conseguente possibile presenza di ghiaccio lungo le mulattiere, nel periodo invernale, che in questo caso le rende pericolose e non fruibili.

Parliamo della Valle della Dora Baltea. Avete capito bene. Anche se le mappe non lo riportano e, nella parte bassa e centrale, i dislivelli tra i vari centri abitati sono minimi, questa zona è in tutto e per tutto da considerarsi una valle, di origine glaciale, quindi con la classica forma a U. Infatti è stata creata e plasmata da un lento e costante lavoro a più riprese del cosiddetto “ghiacciaio balteo”.

Con la sua immensa mole il ghiacciaio balteo è andato a creare l’Anfiteatro Morenico di Ivrea (da ora AMI).

Qualche informazione schematica per capire meglio l’AMI.

Periodo di origine: Quaternario (iniziato 2,58 milioni di anni fa è tuttora in corso);

Superficie: 500 km/q;

Fasi glaciali:

  • Tra 1.000.000 e 730.000 anni fa: Torrazzo, Sala Biellese e Zubiena – fianco sinistro dell’anfiteatro;
  • Tra 730.000  e 130.000 anni fa: il rilievo della Serra (Andrate, Torrazzo, Magnano), le colline di Cavaglià, Moncrivello, Mazzè, Cuceglio, Torre Canavese, Colleretto Giacosa e gran parte dell’Anfiteatro Morenico attualmente esistente.
  • Tra 130.000 e 10.000 anni fa: Burolo, Albiano, Tina e San Martino Canavese.

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